top of page

PANIERE MEDITERRANEO

-

Fonte di finanziamento: Misura 16 “Cooperazione” - Tipologia di Intervento 16.7.1 – “Sostegno a strategie di sviluppo locale di tipo non partecipativo” - Azione A finanziato con fondi PSR Campania 14/20.

Il Progetto “Paniere Mediterraneo” intende sostenere azioni mirate allo sviluppo di filiere corte che valorizzino la ricca biodiversità del Territorio del Cilento Interno a, a tal fine, sono stati individuarti i “prodotti identitari”: olio, castagna, fico bianco del Cilento, salumi e formaggi tipici. Di fatto si intende intervenire su un tessuto economico delicato per dare un impulso alla crescita di esperienze positive capaci di incentivare anche il processo di imitazione ampliando la ricaduta del presente intervento sull’area stessa e nel tempo. Considerati anche questi aspetti e ponendosi in una prospettiva di investimento, si rende necessario intervenire in modo mirato e specifico per sostenere, laddove già esiste o è in evoluzione, una filiera o per stimolarne la nascita nei contesti in cui ci sono elementi per costituirle. 

Nella fase A del Paniere Mediterraneo si punta a:

  • costruire gruppo di lavoro funzionale allo sviluppo di una complessa progettazione esecutiva per passare alla fase B della Misura 16.7.1;

  • disegnare dei percorsi replicabili volti alla valorizzazione delle filiere corte del Paniere Mediterraneo;

  • consentire anche a piccole realtà di consolidarsi;

  • realizzare un’efficace azione di animazione capace di coinvolgere insieme agli attuali partners anche altri soggetti (in particolare giovani) che possano contribuire all’attivazione del tessuto connettivo imprenditoriale; 

  • migliorare la qualità del prodotto sia innovando i processi di produzione che sostenendo l’adesione ai marchi e/o ai percorsi del biologico;

  • creare knowhow relativamente al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione della biodiversità;

  • definire positive sinergie per implementare il risparmio energetico nei processi di produzione e/o l’accesso all’uso di nuove fonti di energia;

Progetto ISOLA

Innovazione e Sostenibilità nella filiera OlivicoLo-oleariA

Fonte di finanziamento: Tipologia di Intervento16.1.2 “Sostegno ai GO del PEI per l’attuazione di progetti di diffusione delle innovazioni nell’ambito del rafforzamento dell’AKIS campano” - Azione 2 “Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)”

La Campania produce circa il 6% dell’olio extra vergine italiano, su una superficie di oltre 74 mila ettari di cui il 5% circa condotti con metodi di produzione biologica. Il valore complessivo della produzione campana (dati riferiti al 2020) supera i 100 milioni di euro. L’olivo è, inoltre, elemento costitutivo del paesaggio di molte aree regionali, contribuendo a definirne il valore estetico e, quindi, l’attrattività turistica. Per molti territori, inoltre, svolge un ruolo fondamentale nella tenuta dell’assetto idrogeologico e del contenimento dei fenomeni erosivi. Questi pochi elementi servono, da soli, a far emergere, da un lato, l’importanza strategica di questa coltura sotto il profilo socio-economico e, dall’altro, la necessità di mettere a punto strategie innovative e sostenibili per la gestione della filiera olivicolo-olearia. All’interno di questo scenario, il progetto ISOLA ha i seguenti obiettivi:

- la caratterizzazione degli oli ottenuti dalle 5 varietà più diffuse in Regione Campania in relazione a diversi ambienti pedoclimatici, forme di allevamento, gradi di maturazione.

- la valutazione delle performance produttive degli oliveti, ossia l’analisi della variabilità intra- ed inter-oliveto, tramite misure in pieno campo e tecniche di remote sensing.

- la valutazione di cover crops nella gestione dell’oliveto, ossia l’ottimizzazione della scelta di specie botaniche al fine di ottenere coperture efficaci nei diversi ambienti con finalità diverse e/o multiple. 

- Il controllo delle principali avversità entomatiche tramite l’attuazione di disciplinari di produzione sostenibile.

Progetto STRATOS

SubSTRATi per cOlture Sostenibili

Fonte di finanziamento: Tipologia di Intervento16.1.2 “Sostegno ai GO del PEI per l’attuazione di progetti di diffusione delle innovazioni nell’ambito del rafforzamento dell’AKIS campano” - Azione 2 “Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)”

La tecnica fuori-suolo è in crescita anche in Campania. La scelta dei substrati di coltivazione è un elemento essenziale del fuori-suolo perché dalle loro proprietà dipendono le interazioni che si instaurano con la specie coltivata in termini di relazioni idriche, nutrizionali e fitosanitarie. Tuttavia, nonostante i più diffusi substrati (torba, perlite, pomice, fibra di cocco, lana di roccia e argilla espansa) siano stati caratterizzati rispetto alle loro proprietà chimico-fisiche, l’introduzione di nuove colture e nuove tecniche colturali, la crescente sensibilità verso il recupero di materiali nell’ottica della circolarità e le problematiche legate alla “stanchezza” dei substrati richiedono una rinnovata attenzione a supporto degli agricoltori. L’obiettivo della proposta progettuale è quello di reinterpretare le caratteristiche dei substrati di coltivazione in fuori suolo rispetto a:

1) Efficienza d’uso di acqua e fertilizzanti;

2) Sostenibilità del loro processo produttivo e di riciclo (LCA);

3) Basi agronomiche dei fenomeni di stanchezza;

4) Proprietà funzionali che possano migliorare gli aspetti qualitativi dei prodotti.

I risultati attesi consentiranno al settore dell’orticoltura e ortoflorovivaismo fuori suolo, di effettuare scelte su base scientifica e informata rispetto al substrato più idoneo da utilizzare nel rispetto dei principi fondamentali della sostenibilità.

Progetto MODUS

Moduli sostenibili per l’allevamento brado e per il benessere animale

Fonte di finanziamento: MISURA 19.2 - GAL Partenio Consorzio, TIPOLOGIA DI INTERVENTO 16.1 AZIONE 2. PSR Campania 2014-2020

In linea con le esigenze del territorio del GAL Partenio Consorzio e senza dimenticare la cura e la tutela degli animali stessi, il progetto MODUS intende sperimentare un modello di zootecnia basato sulla disponibilità di ricoveri mobili a basso impatto ambientale, di carattere modulare, che non determinano una ulteriore impermeabilizzazione dei suoli. Il modello di zootecnia innovativo, attraverso l’utilizzo di legno e sostegni naturali, avrà l’obiettivo di garantire una gestione dei pascoli proficua e sostenibile, lasciando gli animali in libertà e allo stesso tempo garantendo loro strutture di ricovero e riparo laddove ne necessitassero. In aggiunta a ciò, il carattere modulare delle strutture stesse consentirà alle aziende di installare e/o spostare dette strutture in maniera tale da poter gestire i pascoli durante l’arco dell’anno, a seconda delle necessità.

Il progetto proposto nasce, dunque, dalla volontà di rispondere alle esigenze espresse dalle aziende zootecniche del territorio del GAL Partenio e dall’esigenza di coniugare il benessere animale con le particolari esigenze dei territori delle aree interne e marginali in cui si collocano le aziende del GAL.

Progetto AS.FO.CI.lentoIN. - LOCALE -

Associazione Forestale Cilento Interno

Fonte di finanziamento: Misura 16 “Cooperazione” - Tipologia di Intervento 16.7.1 – “Sostegno a strategie di sviluppo locale di tipo non partecipativo”- Azione A APQ Regione Campania “Area Interna - Cilento Interno”- Intervento COD. 3.1

Gli obiettivi principali che si intendono raggiungere attraverso la realizzazione del progetto generale AS.FO.CI.lento.IN., sottolineando l’importanza di questa prima fase di animazione per la buona riuscita del progetto stesso che prevede di:

  1. Creare una struttura di gestione del patrimonio forestale che operi prioritariamente per una ricomposizione fondiaria, che permetta di valorizzare anche i piccoli appezzamenti di bosco attraverso una rete di imprese capace di connettere le parti più pregiate della filiera del legno.

  2. Attivare un sistema di certificazione secondo gli standard internazionali su tutte le proprietà pubbliche e private, per una gestione ecologicamente appropriata, ma anche mirata al conseguimento di benefici sociali ed economicamente valida.

  3. Realizzare un sistema che faciliti la gestione associata delle proprietà forestali tramite un sistema di accordi e costituzione di un’azienda territoriale per sviluppare in modo sostenibile la risorsa bosco e la filiera legno e, nel contempo, migliorare la qualità dei prodotti.

  4. Mettere in pratica i principi dell’ecoinnovazione che tiene conto sia del profilo economico che delle dimensioni sociale e ambientale come componenti imprescindibili dello sviluppo sostenibile. Attraverso l’ecoinnovazione si mira ad ottenere un profondo cambiamento verso nuovi sistemi di produzione e consumo basati su un approvvigionamento ed un utilizzo sostenibile delle risorse e una riduzione/eliminazione delle emissioni e dei conseguenti impatti.

  5. Migliorare la gestione attiva del patrimonio Forestale.

Progetto BUSFAI - LOCALE -

Nuovi modelli di business per la sostenibilità delle filiere delle aree interne 

Fonte di finanziamento: MISURA 19.2, GAL IRPINIA CONSORZIO - TIPOLOGIA DI INTERVENTO 16.1. AZIONE 2

L’innovazione è indirizzata alle tipologie di impresa maggiormente diffuse nell’area protetta del GAL, come quelle viticole, olivicole, zootecniche, caratterizzate da una scala di produzione ridotta ma orientate al perseguimento di elevata qualità e a basso impatto ambientale. Per queste imprese il ricorso a modelli di business come quello proposto rappresenta una opportunità per accrescere il valore aggiunto dei propri prodotti e, soprattutto, per trattenerlo all’interno della comunità di appartenenza promuovendo effetti moltiplicatori.

L’obiettivo principale che il partenariato si propone di raggiungere mediante l’attuazione della proposta di innovazione è quello di accrescere la competitività delle imprese agricole del Gal IRPINIA che operano in un contesto difficile sotto il profilo ambientale caratterizzato da sistemi fragili e vincoli di protezione. Collateralmente la P.I. accompagnerà il sistema territoriale coinvolto verso l’adozione di un protocollo capace di contribuire al rinnovamento del sistema agricolo tradizionale locale e alla tutela del patrimonio culturale legato alle produzioni agricole delle aree protette ad alto valore ambientale come quelle del GAL IRPINIA.

L’obiettivo principale del progetto BUSFAI è quello di scalare l’innovazione maturata all’interno di una azienda altamente innovativa, che ha saputo incrociare ed intercettare le dinamiche della domanda, nell’intero territorio delimitato dal GAL IRPINIA. Perché ciò sia possibile occorre che l’innovazione passi attraverso una formalizzazione su base scientifica affinché si possa estrarre un modello di business ben identificato e definito. Questo idealtipo sarà poi condiviso con gli altri soggetti dell’ecosistema e reso idoneo ad essere trasferito in altre aziende che, per caratteristiche strutturali, di mercato o organizzative, potrebbero adottarla al proprio interno.

Progetto MITI-CO2 Marmo-Platano

Modello per un sistema di crediti ambientali per la Mitigazione dell’Impronta di carbonio nel comparto agricolo-zootecnico forestale del Marmo-Platano

Fonte di finanziamento: MISURA 16.5 PSR Basilicata 2014/2020 - Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) Area Marmo Platano

Il progetto MITI-CO2 ha come obiettivo generale quello di favorire lo sviluppo sostenibile delle aziende da latte di tipo semintensivo nel Marmo-Platano attraverso un nuovo modello organizzativo per la filiera del latte destinato all’industria, in cui le azioni virtuose per la mitigazione delle emissioni clima-alteranti vengano certificate e diventino scambiabili grazie all’utilizzo di tecnologia a registri distribuiti (blockchain) e smart-contract. Il modello che si vuole implementare è molto ambizioso, proprio perché non si limita agli attori produttivi ma guarda al coinvolgimento futuro di tutti gli attori, in un’ottica di sviluppo complessivo dell’area. Su queste basi sarà strutturato un protocollo di riduzione standardizzato, che partendo dalle leve produttive, giunga alla quantificazione della riduzione di emissioni di CO2 e la certificazione di tali performance ambientali.

Progetto MATER - LOCALE -

Modello agricoltura-turismo esperienziale a rete diffusa

Fonte di finanziamento: MISURA 19.2, GAL TERRA PROTETTA TIPOLOGIA DI INTERVENTO 16.1. AZIONE 2

Il territorio del GAL Terra Protetta, a causa della scarsa competitività del settore agricolo generata essenzialmente da altissimi costi di produzione, è sottoposto ad un incessante impoverimento demografico (invecchiamento della popolazione rurale) dovuto principalmente alla incapacità del settore di attrarre giovani. Il fenomeno è aggravato dal fatto che le aziende presenti in questo territorio sono tendenzialmente di ridottissime dimensioni.

L’obiettivo del progetto MATER è quello di diffondere, irradiare, lo sviluppo della parte più costiera verso le aree più interne attraverso un modello organizzato di turismo esperienziale che coinvolga attivamente le imprese del settore primario che operano nell’entroterra. Tale nuova e crescente forma di turismo diventa quindi lo strumento per migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali e le filiere corte, oltre che nel creare nuovi mercati extralocali, specificatamente nei luoghi di provenienza dei turisti. Principio generale è l’integrazione e la valorizzazione congiunta delle risorse agroalimentari più significative del territorio del GAL “Terra Protetta”, attraverso un modello innovativo di legame sviluppo agricolo-turismo capace di accrescere la competitività delle imprese agricole locali. Punto nodale della proposta è la creazione di un modello gestionale territoriale e, come effetto collaterale positivo, anche di contrastare e limitare i fenomeni di abbandono del territorio nonché di degrado ambientale e impatto dei cambiamenti climatici.

Le aziende saranno sollecitate ad intraprendere cambiamenti nella organizzazione, soprattutto in relazione alla gestione delle proprie produzioni e alla capacità di trasferire e coinvolgere i turisti nella esperienza delle diverse fasi produttive. Parte del lavoro aziendale dovrà essere destinato alla gestione del rapporto tra agricoltura e turismo e verosimilmente la risorsa umana destinata a questo compito dovrà acquisire gli skills necessari i cui elementi essenziali saranno forniti nel corso delle attività di training effettuate durante le 16 visite aziendali.

SMART_Wine - LOCALE -

Sistema di monitoraggio e difesa integrata dei vigneti nel territorio del Gal Cilento Regeneratio (CUP D52C20000300009)

Fonte di finanziamento: PSR CAMPANIA 2014 – 2020- MISURA 19 – Sviluppo Locale di Tipo Partecipativo – LEADER. GAL Cilento Regeneratio srl SSL “I Borghi della Dieta Mediterranea” - Sottomisura 19.2. Tipologia di Intervento 19.2.1 - Misura 16 “Cooperazione”, Tipologia di Intervento16.1.1, Azione 2 “Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)”

Il settore vitivinicolo che si rinviene nel territorio delimitato dal Gal Cilento Regeneratio è di particolare pregio e ricopre una fondamentale importanza per le sue ricadute economiche ed occupazionali oltre che per il ruolo che riveste nella tenuta dei caratteri identitari del paesaggio rurale. Questi elementi, insieme al fatto che il comparto è contrassegnato da una recente e rinnovata vivacità imprenditoriale, fanno sì che sia una realtà produttiva di particolare interesse verso la quale canalizzare meccanismi di innovazione destinati a realizzare un cambiamento, anche culturale, di approccio alla conoscenza e alla gestione del vigneto. Il progetto intende dare una risposta a queste sollecitazioni provenienti dal comparto viticolo validando un sistema di monitoraggio che si basa sui notevoli progressi registratisi nello sviluppo di tecnologie di rilevamento, in remoto o prossimale, e di sistemi di trasmissione ed elaborazione dei dati.

L’obiettivo del progetto SMART_Wine è quello di implementare una rete wireless di monitoraggio dei vigneti del territorio del GAL Cilento Regeneratio finalizzata a raccogliere informazioni su dati microclimatici, ambientali e fisiopatologici oltre che creare le condizioni predisponenti per l’avvio di una viticoltura di precisione nell’area del Gal.

I sensori consentono di rilevare dati in tempo reale sulle condizioni ambientali del vigneto monitorando lo stato di salute della vigna con l’obiettivo principale di prevenire le principali fitopatie e fisiopatie che interessano la vite.

L’elaborazione dei dati raccolti attraverso appositi modelli scientifici consentirà lo sviluppo di pre-allarmi che alimenterà un sistema di messaggistica in grado di avvisare i viticoltori locali sulle possibili minacce e sulle azioni da mettere in campo per evitare danni alla qualità e alla quantità dell’uva prodotta. Ciò consente, dunque, l’ottimizzazione dei processi produttivi, orientandoli verso una produzione bio sostenibile, in grado di valorizzare la vitivinicoltura locale. Questo risulta particolarmente utile nel contesto di riferimento perché in linea con le peculiarità proprie del territorio cilentano e del Parco. Si tratta dunque di implementare un sistema, già in uso in altri territori viticoli in Italia e all’estero, che, una volta validato attraverso le aziende del partenariato è facilmente trasferibile a tutte le aziende del territorio.

WIBBS - LOCALE -

Validazione del Wine Bag in Box per i vini del Sannio

Fonte di finanziamento: PSR CAMPANIA 2014 – 2020 - MISURA 19 - Sviluppo locale di tipo partecipativo – LEADER - Sottomisura 19.2 - Tipologia di intervento 19.2.1 “Strategia di Sviluppo Locale” – GAL Taburno

Misura 16.1 - Tipologia di intervento 16.1.1 - Azione 2 “Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)”.

Obiettivo del progetto WIBBS è la validazione di un packaging innovativo – Bag in Box (BIB)- per i vini che normalmente vengono venduti sfusi nei territori dell’ATI GAL TABURNO- GAL AREA FORTORE. Si tratta di una forma di packaging che, sebbene introdotta da alcuni anni nelle aree vitivinicole più rinomate a livello mondiale, in Italia è divenuta utilizzabile per i vini di qualità solo più recentemente.

Il BIB ha un elevato livello di praticità, garantisce una buona durata di conservazione del vino, ha un basso rapporto peso/imballaggio: i materiali utilizzati consentono di proteggere il vino da sbalzi termici, dalla luce e da tutti gli agenti esterni; è facilmente trasportabile ed è adatto a tutte le tipologie di vino. L’utilizzo del BIB consente, inoltre, di ridurre il consumo di acqua e di energia legato all’igienizzazione dei recipienti e, trattandosi di materiali completamente riciclabili, riduce drasticamente la quantità di rifiuti che si generano nel confezionamento di prodotti alimentari.

Nonostante il grande rilancio che questo prodotto sta avendo all’estero, i consumatori italiani sono ancora restii all’acquisto del vino in box ed è necessario svolgere attività di informazione sulle caratteristiche e sui vantaggi che la nuova forma di confezionamento è in grado di offrire.

Il risultato che il progetto WIBBS intende conseguire è la forte riduzione della vendita di vino sfuso nell’area del GAL in favore dell’utilizzo del BIB facilitandone la diffusione a livello locale ed extra regionale.

BASC - LOCALE -

Benessere Animale per la Salute dei consumatori. Prodotti zootecnici trattati con presidi sanitari naturali.

Fonte di finanziamento: PSR Campania 14-20, Misura 16.1.1. Azione 2

Le parassitosi sono una fonte di rischio zootenico, sia per la diminuzione delle produzioni, sia sanitario, per la possibile incidenza di patologie ad esse correlate. L’utilizzo degli antiparassitari di sintesi consente di limitare tali rischi ma implica gravi problemi di farmacoresistenza, alti costi economici e un elevato impatto ambientale. La gestione delle parassitosi basata sull’utilizzo di pratiche sostenibili e integrate, come la rotazione dei pascoli, e varie misure ambientali e gestionali, associate all’utilizzo di medicine naturali. Nella zootecnia che persegue modelli di sostenibilità ambientale, la “medicina naturale” s'inserisce come approccio sanitario di prima scelta per l'assenza di residui, l'approccio globale alla salute e l'approfondimento delle interazioni animale-ambiente-uomo. L’approccio integrato alla gestione delle parassitosi prevede il mantenimento del naturale equilibrio ospite-parassita, e rifiuta l’ottica della eliminazione completa dei parassiti negli animali. Da un lato tale eliminazione è impossibile, nell’allevamento basato sul pascolamento, e dall’altro è dimostrato che la presenza di una bassa carica parassitaria nell’animale contribuisce a limitare la insorgenza di infestioni massive. Il pascolamento costituisce la principale fonte di infestazione parassitaria degli animali, è quindi opportuno limitare la carica infestante dei pascoli. Lo studio dell’ambiente pedoclimatico e dell’ agroecosistema è essenziale per una corretta impostazione dei problemi, in quanto la natura del terreno, la flora e la fauna ambientale, le condizioni climatiche influenzano la presenza delle larve infestanti nell’ambiente. Si individueranno fitocomplessi specifici per le parassitosi provenienti da specie vegetali naturalmente presenti nel bacino del mediterraneo. Si orienteranno i pascoli verso una gestione sostenibile ed integrata, con l’ausilio di turni di rotazione e scelte di specie vegetali che naturalmente abbassano il livello di infezione.

PROGETTO CANESTRUM CASEI

Sviluppo di un modello di sinergie finalizzato a Qualificare e Valorizzare i Formaggi Storici Naturali del Meridione d’Italia nelle Regioni Sicilia, Sardegna, Basilicata e Campania

Fonte di finanziamento: Fondazioni in rete per la ricerca agroalimentare – AGER- agroalimentare e ricerca

Il progetto “Canestrum casei” intende focalizzare l’interesse verso quei prodotti a rischio di estinzione o che presentano delle oggettive difficoltà relativamente alla loro qualificazione e valorizzazione nei mercati. Dei Formaggi Storici Naturali del Meridione d’Italia ne sono stati scelti 16 (Selezione AGER), secondo i seguenti requisiti:

  • prodotti con sistemi tradizionali ed eco-sostenibili;

  • prodotti in aree montane e/o marginali nelle regioni coinvolte;

  • presenza di giovani nei sistemi aziendali;

  • siano stati oggetto di ricerche scientifiche che dimostrano delle peculiarità dei sistemi produttivi e dei prodotti;

  • predisposizione dei produttori a sostenere il progetto partecipando alle attività progettuali.

Sui formaggi della Selezione AGER verranno colmati alcuni aspetti di ricerca scientifica, verranno caratterizzati sotto il profilo nutrizionale così da poter realizzare delle etichette “parlanti” e verrà studiato e messo a punto un nuovo approccio di promozione e marketing.

PROGETTO RULAB

Rural living labs per l'innovazione dei territori rurali interni della Campania

(CUP B88H19005050009)

Fonte di finanziamento: PSR REGIONE CAMPANIA 2014-2020, MISURA 16.1.1. Azione 2 - sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)

In un contesto globale che sta mettendo a dura prova i nostri sistemi rurali, di impresa, i processi di inclusione sociale e di sviluppo economico locale, RULAB intende essere un pilota per un nuovo modello organizzativo che contribuirà a far emergere il potenziale d’innovazione che proviene dal territorio Campano nelle aree considerate e a connettere queste ultime con il sistema esterno delle innovazioni, sul modello di Living Lab: un "laboratorio rurale" in cui far vivere l'economia agricola e l’innovazione.

PROGETTO CIFRE

Gestione integrata dell'irrigazione e fertilizzazione azotata in risposta ai cambiamenti climatici

PSR REGIONE CAMPANIA 2014-2020, MISURA 16 Cooperazione, sottomisura 16.5.1 - Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso.

Il progetto collettivo GESTIONE INTEGRATA DELL’IRRIGAZIONE E FERTILIZZAZIONE AZOTATA IN RISPOSTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI –CIFRE– ha come obiettivo generale quello di rafforzare e rendere sinergici gli impegni assunti in comune dai partner pubblici e privati dell’ATS, rispetto agli impegni assunti singolarmente, moltiplicando sia i benefici ambientali e climatici che i benefici informativi, in termini di diffusione di conoscenze e creazione di sinergie per lo sviluppo di strategie locali. Esso include 2 aree tematiche (Protezione del suolo e riduzione del dissesto idrogeologico; Gestione e tutela delle risorse idriche), entrambe di interesse per le imprese e per gli enti territoriali dell’area del basso Volturno, così come per tutte le aree regionali con caratteristiche simili verso le quali si intende indirizzare prevalentemente l’attività di divulgazione (aree B – aree rurali ad agricoltura intensiva, secondo la classificazione adottata dal PSR Campania 2014-2020).

PROGETTO TUVANAC

Tutela e valorizzazione del capitale naturale e culturale

Fonte di finanziamento: PSR REGIONE CAMPANIA 2014-2020, MISURA 16 Cooperazione, sottomisura 16.5.1 - Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso

Il progetto collettivo TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE NATURALE E CULTURALE –TUVANAC, utilizzando una Multi-stakeholder strategy, implementata attraverso la costituzione di un Multi-stakeholder LAB (MSL), ha l’obiettivo di rendere disponibili per le Imprese, per le Organizzazioni istituzionali e no-profit e per tutti gli stakeholder, una piattaforma di dialogo e confronto costante per individuare le strategie più efficaci per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi.

PROGETTO PROTELE

Sviluppo di un modello prodotto-territorio per i legumi campani

Fonte di finanziamento: PSR Regione Campania 2014-2020, Misura 16 Cooperazione, Sottomisura 16.1 Sostegno per la costituzione e il funzionamento dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura, Azione 1 “Sostegno per la costituzione e l’avvio dei Gruppi Operativi”

La Proposta di Innovazione – P.I. –intende valorizzare i legumi campani utilizzando i risultati scientifici che attestano, su base genomica, il legame che intercorre tra le produzioni e i singoli territori. L’importanza del legame prodotto-territorio diventa, quindi, la leva per le strategie di valorizzazione oltre che il criterio attraverso il quale promuovere l’aggregazione all’interno della filiera.

bottom of page